Ritorno a Mogadiscio – Delos Passport

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Mogadiscio, 1993. La Somalia è devastata dalla guerra civile. Le Nazioni Unite sono presenti per “riportare la speranza” alla popolazione, ma il generale Aidid non è per niente d’accordo. Anche il contingente Italiano si ritrova a dover fare dei sanguinosi conti con il signore della guerra somalo, scontrandosi con i suoi miliziani al Checkpoint Pasta.
Mogadiscio, 2018. Dopo un quarto di secolo, non si può dire che la Somalia sia rinata per davvero. La situazione è di gran lunga migliorata, certo, ma si vive sul bilico. E la morte è ancora di casa, come appurerà il protagonista di questa storia, un ex-militare direttamente coinvolto negli affari sporchi che qualcuno, venticinque anni prima, aveva condotto all’ombra della missione italiana. E senza alcun scrupolo.

Mia prima uscita in solitario per una casa editrice, Ritorno a Mogadiscio potrebbe sembrare familiare a chi mi segue da tempo; infatti, è la versione definitiva, estesa e riveduta di Checkpoint Pasta, un racconto sulla “battaglia del pastificio” durante la missione italiana in Somalia del 1993.
Quella storia nasceva come il prologo di un romanzo che non ha mai visto la luce; devo all’interessamento di Fabio Novel, curatore della collana Passport, se oggi quella storia smette di essere monca ma diventa parte di qualcosa di più ampio. Non un romanzo, certo, ma un racconto che chiude quello che Checkpoint Pasta lasciava aperto e nel quale, come spero leggerete, qualcosa di quel romanzo mai esistito è riuscito a entrare. Perché c’è un filo rosso che collega il luglio somalo del 1993 e un altro luglio italiano.
Ho iniziato a lavorare a questa nuova versione prima che la Somalia venisse colpita da una nuova serie di attentati e la data di pubblicazione è stata decisa ben prima del più recente; anche per questo, parte della storia si svolge alla fine del 2018, per evitare che la cronaca ci sorpassasse a destra.

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“Morti anche tra i somali”. Tipo venti volte che tra gli italiani. Anche. 

Si tratta della prima volta che pubblico qualcosa che non contiene elementi sovrannaturali. Non che abbia complessi di inferiorità nei confronti della narrativa realistica, ma mi piace uscire dalla mia comfort zone (quella creativa, almeno). In fondo, ogni uscita dello Spadaccino è un po’ diversa dalle altre, TRBNGR è una bestia decisamente particolare, Carlo Cane è qualcosa di diverso da entrambi e anche il mio racconto per Zappa e Spada non assomiglia granché a quello che ho fatto prima.
Quindi, questa volta, una storia di vaga ispirazione altieriana (qua e là cerco di incorporare elementi dello stile Alan D. Altieri) in cui i mostri ci sono e sono, credo, anche abbastanza spaventosi, ma sono completamente umani.
L’immagine che apre e chiude la storia, quella degli occhi senza volto viene da una delle fonti più improbabili per una storia del genere, cioè un pezzo pop così pop che più pop non si può, appunto Eyes without a face di Billy Idol. Ma, si sa, gli occhi senza volto non alcuna grazia umana.

NOTA TECNICA:

Ritorno a Mogadiscio si trova, oltre che su Amazon, anche su tutti gli altri store digitali di ebook, in ePub. Per esempio, su BookRepublic, ma anche sul sito di Delos.
Insomma, questa volta non ci sono scuse 🙂

 

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